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Palermo, pronti gli sfratti per le famiglie dei poliziotti. Ma per i migranti le case ci sono

Sono già arrivati i primi sfratti per alcune famiglie di poliziotti residenti in quelle vie che una volta si chiamavano MT37 ed MT39. Tra le persone colpite dal provvedimento del Comune ci sono anche delle vedove con dei figli a carico. Una vera e propria emergenza, dunque, che rischia di restare nell’ombra a causa dell’atteggiamento di totale chiusura da parte dell’amministrazione comunale. Orlando, infatti, non si fa trovare da nessuna parte: oggi le mogli degli agenti si sono recate a manifestare sotto Palazzo delle Aquile, senza ottenere un colloquio col sindaco, in quanto assente (almeno così è stato riferito alle donne).

Attualmente sugli sfratti pende un ordine sospensivo che tutelerà ancora per qualche mese queste persone. Poi, però, in molti si ritroveranno per strada. “La casa è un diritto inalienabile di tutti ed è una vergogna buttare fuori con la forza dei servitori dello Stato“, ci dice Roberta, figlia di uno degli agenti sotto sfratto. La giovane lancia poi una proposta chiara: “Ci sono tanti beni confiscati alla mafia che potrebbero essere utilizzati per creare delle nuove abitazioni“.

Sulla vicenda interviene anche il leader di Noi con Salvini a Palermo, Francesco Vozza: “È intollerabile che il Comune voglia togliere le case a dei nostri poliziotti, mentre ci ritroviamo ad avere i migranti in appartamenti, ville ed hotel di tutta la città. Orlando dovrebbe ricevere immediatamente queste persone, scusarsi con loro e trovare una soluzione definitiva al problema della via MT37 ed MT39. Una soluzione che non può certamente essere quella di sfrattare la gente.”

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