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“Sei italiano? Non puoi affittare il locale”: in via Maqueda comandano i migranti

Un residente del centro di storico di Palermo denuncia un sistema ‘razzista’ nell’assegnazione dei locali commerciali di via Maqueda: “Un immigrato gestisce tutti i negozi e li affitta solo ai suoi connazionali” 

La via Maqueda, autentico cuore del centro storico di Palermo, è purtroppo ormai da tempo divisa in due metà nettamente distinte l’una dall’altra: il primo tratto, diventato interamente pedonale, che va dal Teatro Massimo ai Quattro Canti, ed il secondo, rimasto invece transitabile alle auto, che va dai Quattro Canti alla Stazione centrale. Questa suddivisione in due parti (una pedonale, l’altra transitabile) ha causato una vera e propria ghettizzazione del secondo tratto (quello che va verso la Stazione), a tutto vantaggio del primo (quello vicino al Teatro Massimo) diventato frequentatissimo da turisti e residenti.

In una tale situazione, la parte della via Maqueda rimasta transitabile si è trasformata in territorio di conquista commerciale e abitativa da parte di numerosi immigrati, in particolare di quelli originari del Bangladesh. Tant’è che oggi la stragrande maggioranza dei negozi è controllata dagli stranieri. Girolamo Gaudesi, residente del centro storico e candidato alla I circoscrizione, ha tentato più volte di affittare un locale commerciale in via Maqueda o nelle zone limitrofe, ma non c’è mai riuscito: “Purtroppo ho scoperto con mia grande sorpresa che moltissimi negozi del secondo tratto della via Maqueda sono di proprietà di un immigrato bengalese che affitta i locali soltanto ai suoi connazionali. Quando mi sono messo in contatto con lui, mi ha detto chiaramente che non mi avrebbe potuto affittare nessun locale altrimenti i suoi compaesani si sarebbero infastiditi. In pratica, se sei italiano non hai la possibilità di aprire un’attività in quella zona.”.

La vicenda, di per sé incredibile, è diventata oggetto di attenzione anche da parte di Noi con Salvini, che per bocca del suo referente provinciale, Francesco Vozza, si è espressa con parole durissime: “Se questa storia dei negozi controllati dagli immigrati dovesse essere confermata, sarebbe la prova definitiva che il centro storico di Palermo non appartiene purtroppo più ai palermitani. È un fatto gravissimo, un vero e proprio fenomeno di razzismo al contrario, contro gli italiani.”.

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